Competitività & Mercati.

Burocrazia e rating bancario sono penalizzanti Dal Sud al Nord
Traslocano aziende e professionisti.
Milano approdo preferito per le sedi legali
Non è un vera e propria fuga. Ma poco ci manca. Sono ormai parecchie le imprese che hanno deciso di trasferire la sede legale dalla Sud in altre regioni d’Italia.
Molte hanno scelto la Lombardia e in particolare Milano, altre hanno deciso di aprire uffici in altre regioni.
Una “migrazione” che và di pari passo con un altro fenomeno che riguarda i professionisti, in particolare i Commercialisti che per seguire i loro Clienti o per avere maggiori opportunità “migrano” anche loro.
A cambiare sede sono spesso aziende grandi, rispetto alla media delle PMI, con fatturati che superano i dieci milioni ma non mancano le piccole aziende con una buona prospettiva di crescita: stanno lasciando al Sud le sedi operative e le fabbriche ma hanno deciso di spostare altrove la sede legale.
Spesso alla base di questa scelta c’è quello che viene definito uno scarso appeal del Sud sui mercati internazionali.
«Per i partner internazionali - spiega un imprenditore - è più rassicurante avere rapporti commerciali con una azienda che ha la sua sede legale a Milano, almeno in un primo momento. Poi certo capiscono che il Sud è cambiato, apprezzano i nostri prodotti, la nostra cultura, il nostro mare, il nostro ambiente, etc., ma in un primo momento è difficile fargli comprendere che non vi è alcuna differenza».
A penalizzare il Sud c’è anche la complessa macchina burocratica con «l’ufficio complicazione affari semplici» che si annida in ogni angolo del l’enorme apparato burocratico: spaventa chi vorrebbe venire a investire da queste parti e spinge alla fuga chi invece ha investito e ha consolidato i suoi successi sul mercato internazionale.
Vale per tutti la storia di un imprenditore che ha trasferito la sede legale a Milano, ha rinunciato a offerte vantaggiose per realizzare un nuovo stabilimento in Svizzera che avrebbe potuto fare in meno di tre mesi e ha scelto, nonostante tutto, di costruire l’impianto in Sicilia: ha impiegato tre anni e si ritrova ad affrontare i costi aggiuntivi per il trasporto delle merci visto che il suo mercato di riferimento è il Nord Europa: «L’ho fatto per amore della mia terra» dice.
Per uno che con coraggio ha fatto questa scelta ve ne sono altri 100 che hanno preferito investire altrove, magari nei paraggi delle grandi piattaforme logistiche nazionali o nelle aree in cui si trova il loro principale committente.
Sono storie di chi, ancora, crede nel cambiamento di questa terra ma che non vuole perdere opportunità rispetto ai suoi concorrenti. Storie di chi sa, per esempio, che il rating bancario tiene conto anche della sede legale e, dice, «c’è una differenza di almeno un punto e mezzo tra chi ha sede al Sud e chi invece a Milano, a vantaggio di chi ha sede in Lombardia ovviamente».
Se un’azienda ha la sede in Trentino, in Lombardia, in Piemonte, etc. la valutazione fatta delle banche è più favorevole: molto più favorevole.
Questa è la vera ragione e non sono il solo: ci sono tante altre aziende e di conseguenza anche professionisti che hanno fatto questa scelta. Si può AMARE la propria terra …… ma bisogna fare i conti con queste regole.
Dobbiamo metterci in linea con gli altri e fermare questa cancrena della cattiva gestione della cosa pubblica:
«Possono essere tante le ragioni che spingono un imprenditore a trasferire la sede al Nord e in particolare a Milano - spiega Fabrizio Escheri, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Palermo - una di queste riguarda il sistema bancario e i rapporti con figure di vertice di quel sistema chiamate a decidere su grandi finanziamenti alle imprese. Ma poi c’è certamente l’efficienza del sistema pubblico che va dalla giustizia tributaria alla giustizia civile». C’è voglia di modernità e efficienza ma soprattutto il desiderio di poter stare al passo con gli altri senza non essere penalizzati. E non è poco.