Cooperative compliance: il tax control framework-Il rapporto Fisco-Contribuente

Cooperative compliance: il tax control framework

La circolare dell’Agenzia delle Entrate, conferma il valore che le linee guida OCSE hanno nell’attuazione del regime e, in particolare, quelle emanate a maggio 2016 e che sono incentrate sulle caratteristiche del Tax Control Framework (TCF), cioè su quello strumento che costituisce l’elemento strutturale essenziale per concretizzare in modo rigoroso il concetto di cooperative compliance. Al riguardo, già il provvedimento direttoriale del 14 aprile aveva evidenziato quali necessari presupposti:

- in primo luogo, la previsione che l’impresa disponga di un sistema di controllo interno per la gestione del rischio fiscale (il c.d. tax control framework appunto) che consenta l’autovalutazione preventiva dei rischi fiscali, fornendo una visione continua ed aggiornata della propria posizione che, se supportata da trasparenza dei rapporti con l’Amministrazione finanziaria, può contribuire ad eliminare, o quantomeno mitigare, le incertezze connesse alla gestione del rischio fiscale, prime fra tutte quelle connesse alle operazioni che potrebbero far configurare la fattispecie di elusione/abuso del diritto;

- in secondo luogo, la previsione che il sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale debba essere integrato nel sistema di governo aziendale e di controllo interno, assicurando quindi una chiara attribuzione dei ruoli e delle responsabilità e garantendo che vi sia una mappatura ed un monitoraggio continuo dei rischi più significativi. In tal modo, gli organi di gestione potranno effettuare l’esame e la valutazione di tali rischi, individuando altresì le aree di criticità e le relative opportune azioni correttive. Quest’obbligo coinvolge nel giusto peso, in termini di responsabilità societaria, anche gli organi di controllo (come, ad esempio, il collegio sindacale e il revisore contabile) ed assume il valore di un impegno programmatico del vertice aziendale in merito alle attività pianificate per rimediare a carenze eventualmente rilevate nel periodo.

Il rapporto Fisco-Contribuente

L’adempimento da parte del contribuente riveste un ruolo fondamentale in qualsiasi strategia di lotta alla frode e all’evasione fiscale. Al fine di garantire la tax compliance sia a livello nazionale che internazionale, è necessario che il contribuente sia adeguatamente informato sulle norme fiscali in vigore nell’UE e negli Stati membri in cui opera. Il Model Taxpayer Charter ha il duplice fine di definire i diritti del contribuente in relazione ai tributi imposti dallo Stato e di codificarne le responsabilità nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.  Il Model Taxpayer Charter favorisce inoltre l’introduzione di norme volte al contrasto:

  1. a) dell’elusione e al contempo ne limita l’operatività per impedire che le Amministrazioni fiscali possano contestare operazioni economiche ogni qualvolta vi sia un “beneficio fiscale”;
  2. b) dell’evasione, distinguendo tra il comportamento “disonesto e criminoso” nei confronti dello Stato, e quello che conduce ad un risparmio d’imposta conseguito mediante schemi di “aggressive tax planning” che, semmai, potrà rilevare su un piano elusivo.

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