L’agevolazione “prima casa”-Lotta al riciclaggio: novità dalla Commissione UE

L’agevolazione “prima casa”

La nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa, parte I, allegata testo unico dell’imposta di registro (DPR 131/1986) mostra i requisiti per poter beneficiare dell’applicazione dell’imposta di registro ridotta al 2% anziché al 9% (requisiti che peraltro riguardano anche la possibilità di applicare l’IVA ridotta al 4% in forza del rinvio previsto dalla voce 21 della Tabella A parte II allegata al DPR 633/1972):

  • L’immobile che viene acquistato, su cui si chiedono i benefici “prima casa”, non deve essere di lusso, quindi deve essere accatastato in categoria diversa da A/1, A/8 e A/9;
  • L’abitazione acquistata sia situata nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha, oppure stabilisca, entro 18 mesi dall’acquisto, la propria residenza;
  • Nell’atto di acquisto l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare esclusivo, o in comunione con il coniuge, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare;
  • È necessario che il contribuente non sia titolare, in qualsiasi parte del territorio nazionale, neppure per quota o in comunione legale, di altra abitazione da lui o dal coniuge acquistata in proprietà, usufrutto, uso o abitazione usufruendo dell’agevolazione “prima casa”.

Lotta al riciclaggio: novità dalla Commissione UE

La Commissione europea ha adottato una proposta di direttiva - COM(2016) 450 final -  a modifica della IV direttiva Antiriciclaggio. La proposta rappresenta il primo passo per implementare il Piano d’Azione per il contrasto delle attività di finanziamento del terrorismo del febbraio 2016 ed è inoltre parte di un insieme di interventi finalizzati a promuovere la trasparenza fiscale e a combattere i fenomeni elusivi e di abuso. Le misure proposte, per contrastare il finanziamento del terrorismo sono le seguenti :

  • Il rafforzamento dei poteri delle Financial Intelligence Units europee per rendere più effettiva la cooperazione;
  • L’introduzione di disposizioni per neutralizzare i rischi di finanziamento del terrorismo legati ai cd. virtual currencies;
  • L’introduzione di disposizioni contro i rischi connessi agli strumenti pre-pagati anonimi (ad esempio, pre-paid cards);
  • Maggiori e più incisivi controlli aventi ad oggetto operazioni con Stati terzi c.d. risky.

Per ciò che attiene alle modifiche alla IV Direttiva Antiriciclaggio alla cd. III direttiva Antiriciclaggio si apprende che:

  • L’abbassamento a 10.000 euro della soglia per le regolamentazioni in contanti della compravendita di beni;
  • L’applicazione della normativa ai “prestatori di servizi di gioco d’azzardo”;
  • L’implementazione dell’obbligo di adeguata verifica della clientela imponendo l’adozione di misure proporzionate al rischio, senza prevedere esenzioni per talune categorie di clienti od operazioni;
  • L’acquisizione di maggiori informazioni sull’effettivo beneficiario di una operazione, transazione o rapporto;
  • L’obbligo di effettuare segnalazioni alla Financial Intelligence Unit in caso di sospetto che il denaro o i beni oggetto dell’operazione o della prestazione costituiscano proventi di un reato. In precedenza, la segnalazione aveva riguardato le transazioni e le prestazioni per le quali vi fosse un sospetto di riciclaggio.

 

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