PIANO INDUSTRIA 4.0

Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Infatti Industria 4.0 prevede per i contribuenti una serie di agevolazioni che consentono di ridurre fortemente il costo effettivo dell’investimento e permette di pianificare importanti investimenti nella digitalizzazione dei processi aziendali.

Gli investimenti che presentano le caratteristiche per rientrare nell’agevolazione sono di due tipi:

  • iperammortamento per beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico che rientrano nell’allegato A della Legge di Bilancio 2017 e che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura
  • superammortamento per investimenti in beni immateriali come software, piattaforme e applicazioni IT che appartengono all’allegato B della  Legge di Bilancio 2017

Oltre ad essere riconducibile in una delle categorie di cui all’Allegato A, i beni, per qualificarsi come agevolabili, devono presentare le caratteristiche della:

  • strumentalità: i beni devono essere idonei a concorrere al processo produttivo aziendale del contribuente che pone in essere l'investimento. Sono dunque esclusi i beni autonomamente destinati alla vendita così come quelli trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla commercializzazione
  • novità: tale requisito comporta che siano agevolabili i soli investimenti in beni che non siano stati già utilizzati
  • interconnessione: affinché un bene si dica interconnesso è necessario e sufficiente che scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCPIP, HTTP, ecc.) e sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP)

Queste agevolazioni si rivolgono a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, comprese le imprese individuali assoggettate all’IRI, con sede fiscale in Italia, incluse le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

Il maggiore risparmio (in termini di minor esborso di tasse) derivante dall’acquisto di beni strumentali 4.0 iperammortizzabili, esclusi quindi gli investimenti IT, è pari al 36,00%, che sommato all’ordinaria deducibilità fiscale che consente un vantaggio del 27,90%, porta il recupero fiscale complessivo al 63,90%: pertanto, il costo netto dell’investimento per la società diventa pari al 36,10% della spesa. Il risparmio fiscale si ripartisce però sulla vita utile dei beni, quindi sulla durata del periodo di ammortamento degli investimenti generalmente tra i 3 e i 10 anni. Nel caso del superammortamento, invece, il risparmio fiscale è del 9,60%, che sommato alla ordinaria deducibilità fiscale che consente un vantaggio del 27,90%, porta il recupero fiscale al 37,50%.

Vi sono scadenze sulle misure agevolative introdotte: infatti, la normativa attuale prevede che super e iperammortamento si applichino agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 30 giugno 2018 (recentemente prorogato al 30 settembre 2018, ma solo per i “beni iperammortizzabili”), a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.