RIAPERTO L’ACCATASTAMENTO DEI FABBRICATI RURALI

L’Agenzia delle Entrate, con un comunicato stampa del 16 gennaio 2017 ha riparto i giochi per l’accatastamento dei fabbricati rurali, tipologia immobiliare che pare non trovare pace, in quanto, la possibilità di regolarizzare la posizione in catasto, aveva avuto uno spazio temporale non indifferente, chiusosi lo scorso 30 novembre 2012.

L’Agenzia, infatti, ha reso noto che, poiché sussistono ancora fabbricati che non risultano regolarmente accatastati, i relativi proprietari, nei prossimi giorni riceveranno una comunicazione in cui verranno invitati a sanare tale irregolarità, potendo fruire del ravvedimento operoso e quindi limitando l’impatto sanzionatorio ordinariamente previsto.

Il comunicato informa come l’elenco dei fabbricati rurali da censire è consultabile sul sito www.agenziaentrate.gov.it, seguendo il percorso: Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Fabbricati rurali.

Sono esclusi dall’obbligo di accatastamento i seguenti fabbricati:

  • manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;
  • serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale;
  • vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;
  • manufatti isolati privi di copertura;
  • tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volumetria inferiore a 150 metri cubi;
  • manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;
  • fabbricati in corso di costruzione o di definizione;
  • fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti).

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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