Spesometro 2017, proroga fino al 5 ottobre

L'Agenzia delle Entrate ha spostato al 5 ottobre la scadenza per presentare gli adempimenti fiscali per il cosiddetto "Spesometro" che era stata fissata per il 28 settembre.

Lo spesometro è una delle comunicazioni obbligatorie che i soggetti titolari di partita Iva, imprese e lavoratori autonomi, sono tenuti ad inviare annualmente all’Agenzia delle Entrate. Lo scopo è duplice: verificare se il tenore di vita di un soggetto è coerente con i redditi dichiarati e far emergere l’eventuale pratica di emissione di fatture false o di mancata fatturazione a fronte di cessioni di beni e servizi.

Il servizio per l’invio telematico dei dati delle fatture è stato bloccato la scorsa settimana per problemi di violazione della privacy. Infatti inserendo soltanto il codice fiscale dei contribuenti era possibile accedere a tutti i loro dati in «palese violazione della privacy». L'errore nel software è ora sotto indagine da parte del Garante della Privacy, intento a valutare se si sia trattato di “un incidente imprevedibile o della mancata attuazione delle misure di protezione dei dati personali che sono necessarie e che erano state chieste”.

Dopo tale disservizio, il Consiglio nazionale dei commercialisti ha chiesto uno slittamento dei termini o la non applicazione delle sanzioni. Nella serata di lunedì 25 è arrivata l’attesa proroga: «In considerazione dei disagi sopravvenuti — si legge nella nota dell’Agenzia delle Entrate — saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017. Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza».

Con il blocco del sistema è montata la protesta dei commercialisti. Protesta che è diventata istituzionale con la lettera inviata dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. «La situazione creatasi in questi giorni relativamente al nuovo spesometro è di estrema gravità, inaccettabile e non degna di un Paese civile. Nei giorni scorsi, oltre a ribadire la necessità di un provvedimento immediato che disponesse un congruo differimento della scadenza (quanto meno al 15 ottobre), abbiamo chiesto di considerare questo primo invio di natura sperimentale, nonché la disapplicazione delle sanzioni per le violazioni eventualmente commesse, con possibilità di correzione degli errori anche oltre il termine di scadenza, come peraltro preannunciato dallo stesso viceministro, Luigi Casero. Qualora un provvedimento ufficiale in tal senso non venisse urgentemente adottato, ci vedremo costretti, nostro malgrado, a non rispondere, come professionisti, delle sanzioni che eventualmente verranno irrogate ai nostri clienti per eventuali ritardi e omissioni negli invii delle comunicazioni. Non possiamo certo essere noi a rispondere delle inefficienze di un sistema, ad oggi, inadeguato».