SPESOMETRO

Con la conversione del D.L. 148/2017 nella L. 172/2017 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale diventano definitive le modifiche allo spesometro.  Il decreto fiscale legato alla legge di Bilancio rende più flessibile il dispositivo dello spesometro. Ora al contribuente verrà lasciata la scelta se presentare i dati delle fatture emesse e ricevute con cadenza semestrale o annuale, ed elimina le sanzioni per gli errori commessi nel primo semestre 2017, se corretti entro la fine del febbraio 2018.

Nel caso di errata o incompleta trasmissione dello spesometro, trova applicazione una sanzione pari a 2 euro per ogni fattura errata con un massimo di 1.000 euro per ogni trimestre, ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se le correzioni sono effettuate nei primi 15 giorni.

È stata poi introdotta, a regime, la facoltà di scegliere di effettuare l’invio della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute con cadenza semestrale anziché trimestrale. Pertanto, dal 2018, lo spesometro, di base, scade ad ogni trimestre; è però possibile scegliere di inviarlo 2 volte l’anno, così come previsto, in deroga alle regole ordinarie, nel 2017.

Inoltre, va registrata una semplificazione in ordine ai dati da comunicare. Difatti, le informazioni sono limitate alla partita Iva dei soggetti coinvolti nell’operazione o al codice fiscale, per i soggetti privati consumatori, alla data e al numero della fattura, alla base imponibile, all’aliquota, all’imposta nonché alla tipologia di operazione laddove non sia stata indicata l’imposta in fattura.

Le modalità attuative della nuova disciplina saranno comunque stabilite con un apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione.