Svizzera: la Riforma III

La riforma III dell’imposizione delle imprese,  intende  rafforzare l’attrattiva della piazza fiscale svizzera eliminando le differenze d’imposizione applicate dai Cantoni ai redditi conseguiti dalle imprese estere rispetto a quelli conseguiti dalle imprese nazionali. Dalla metà degli anni 2000, l’imposizione delle imprese è sempre più nel mirino delle critiche internazionali. Le critiche internazionali riguardano la prassi svizzera dell’imposizione privilegiata dei redditi da fonti estere («ring fencing») di società holding, società di domicilio e società miste. Queste godono infatti del cosiddetto statuto fiscale cantonale. A tale proposito la Svizzera sta conducendo un dialogo sulla fiscalità delle imprese con l’UE. In seno all’OCSE la Svizzera partecipa attivamente ai lavori finalizzati a rendere più equa la concorrenza fiscale tra gli Stati. La RI imprese III si basa sulla soppressione dello statuto fiscale cantonale. Per la Svizzera questo comporterà una perdita di competitività che dovrà essere compensata con misure accettate sul piano internazionale. Entrambe le Camere hanno approvato il progetto con modifiche, nella sessione estiva 2016. Il Parlamento ha eliminato dal progetto del Consiglio federale la tassa d’emissione sul capitale proprio, che dovrebbe essere trattata più avanti in un progetto separato. I Cantoni possono anche introdurre un’imposta sull’utile con deduzione degli interessi sul capitale proprio superiore alla media se tassano i dividendi da partecipazioni a partire dal 10 per cento fino ad almeno il 60 per cento.

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